L’inutilità degli utili idioti…

Nell’agenda degli impegni, nei limiti delle nostre capacità sia queste che siano fisiche o psicologiche, abbiamo sempre messo al primo posto la necessità di creare dialogo e informazione per abbattere prima di tutto i pregiudizi personali nei confronti della Cannabis e del suo utilizzo in campo medico.
L’abbiamo fatto da semplici cittadini con patologia nel giugno del 2012 al fianco dei Radicali quando a Montecitorio abbiamo piantato semi di Cannabis durante una conferenza stampa ma anche come Associazione di malati nei successivi anni, arrivando ad oggi, in ogni incontro avvenuto negli ambienti istituzionali e governativi.
La scelta di provare a percorrere le vie legali nell’intento di aver riconosciuto il diritto a coltivare piante selezionate attraverso una filiera controllata e un “Progetto Pilota” avvenne durante l’ultimo anno di presidenza dell’ormai ex governatore Nichi Vendola.
Ma facendo un piccolo passo indietro, nei mesi precedenti alla venuta de Le Iene, presi dall’urgenza (tuttora presente più che mai) si presentò l’occasione di acquistare un terreno di quasi 6.000 mq tramite un’agenzia che lo metteva in vendita al prezzo ragionevole di 7.000 euro.

Con un’enorme sorpresa e piacere i carissimi amici di Dolcevita ed Enjoint.com offrirono tramite una donazione la cifra di 4.000 euro utilizzata per la caparra in previsione di concludere l’acquisto e iniziare una coltivazione collettiva “sul campo”.

Non ci siamo arresi, ma abbiamo fatto i conti con una brutta realtà: la malafede delle persone.Purtroppo, i proprietari del terreno e l’agenzia non sono stati ancora in grado di fornire la documentazione utile al fine di consentire ad un notaio la realizzazione del rogito e la conclusione degli atti di vendita e per questo LapianTiamo ha provveduto a incaricare un legale che li rappresenti per ottenere la restituzione della caparra con le relative spese legate ad un possibile risarcimento. Tornando all’ex Presidente Vendola, fu sempre lui a proporre e a dispensare consigli, durante un incontro avvenuto presso gli uffici della Regione Puglia, su come far nascere un sistema rivoluzionario di coltivazione e distribuzione sociale gestito direttamente da associazioni con la supervisione e il supporto di Università e Istituzioni per aver garantiti qualità e prezzi accessibili per tutti. Un “Progetto Pilota” strutturato con il supporto di consulenti, biologi e tecnici del settore composto da preventivi utili per la realizzazione di ambienti controllati e figure professionali che, in previsione di un avvio, dovrebbero prestare servizio regolarmente. Sulla carta e per volere della stessa Regione Puglia gli avvocati e i rappresentanti di LapianTiamo hanno dato un nome a questa “entità” che in sostanza e per nome è ancora realmente “Esile”. Una forma provvisoria di srl (mai creata prima e quindi senza esempi da seguire, a parte quanto avveniva nel lontano Uruguay dell’ormai ex presidente Mujica) che prevede l’inclusione obbligatoria di associazioni di malati, enti di ricerca, università, comuni e istituzioni per una Cannabis di qualità in grado di sostituire quei prodotti che invece siamo costretti, con le ASL, ad importare dall’Olanda. Una realtà immaginata da malati per i malati, proiettata verso l’affiancamento e l’inclusione di chi soffre in strutture e cliniche con medici specializzati nell’utilizzo terapeutico dei cannabinoidi e nella riabilitazione a 360 gradi, con la supervisione di chi può garantire trasparenza e ricerca.

E mentre i tecnici si occupavano e si occupano della lenta burocrazia abbiamo spinto per fare in modo che la Cannabis venisse riconosciuta come una pianta dalle proprietà terapeutiche e non più come una droga. Ci siamo riusciti a tal punto da instaurare un dialogo anche con il nuovo Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che negli ultimi mesi ha dato massima disponibilità ad accelerare i tempi per presentare al Ministero della Salute una richiesta di avvio del suddetto Progetto Pilota. Dai suoi collaboratori è giunta la richiesta per l’avvio dei lavori di una nuova Conferenza non più concentrata sull’uso terapeutico bensì sull’aspetto sociologico e culturale, per continuare l’opera d’informazione mai interrotta e raggiungere ancora più persone bisognose di conoscere gli aspetti terapeutici di questa pianta, siano questi malati, familiari o medici. Non bisogna dare per scontato nulla e lo dimostra il fatto che non sia aumentato il numero di medici prescrittori nonostante alcune regioni abbiano legiferato a favore dell’introduzione di farmaci cannabinoidi per terapie importanti come la Sla, la Sclerosi Multipla, i tumori…

E non occorre dare per scontato nemmeno che sia impossibile incontrare, nella classe medica, giovani dottori (ma anche più grandicelli) che dall’alto dei loro piedistalli emanano sentenze, sviluppano riflessioni e assegnano giudizi senza fondamento anche a noi che quotidianamente affrontiamo non più solo le nostre, ma anche le situazioni drammatiche di chi con fiducia ci chiama o ci contatta.

voltagabbana

Alcuni di essi ci fanno ancora sorridere e per questo li ringraziamo.

Siamo consapevoli del tempo che passa, di come le cose sembra vadano a rilento e come più volte scritto non esiste una logica in questo periodo storico che vede gli “utili idioti” (cit. Marco Pannella) percorrere chilometri per raccontare le proprie “verità supposte” (cit. Michele Salvemini in arte Caparezza). Gli unici chilometri che ci va di raccontare sono quelli che percorrono le persone malate alla ricerca di medici prescrittori, quelli che facciamo noi e quelli che dovremo ancora fare tutti per raggiungere livelli di conoscenza tali da permetterci un giorno una gestione personale della terapia, con il giusto supporto di un medico informato. Caso per caso, paziente per paziente.

Con alla base il confronto diretto e continuo saremo in grado di tenere sempre alta l’attenzione sulle terapie con Cannabis che oggi stanno dimostrando risultati sorprendenti nei pazienti che fortunatamente riescono ad avere accesso libero e gratuito. Ben più pesante e difficile è la situazione invece di chi si ritrova senza il supporto di un medico prescrittore, di chi è costretto a pagare ancora la Cannabis in farmacia a costi impraticabili, di chi non vuole rivolgersi al mercato nero e nonostante tutto, illegalmente, preferisce mettere alcune piante in dimora per il proprio uso terapeutico o per quello di un proprio caro.
Ancora di questo e di tutto quello che accade quotidianamente parleremo nei prossimi incontri ai quali saremo presenti come a Napoli in occasione del Congresso dell’Associazione Luca Coscioni previsto per fine settembre o la fiera Canapa in Mostra sempre a Napoli per metà ottobre.
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