Da “Il Salvagente” del 7-14 marzo 2013

“E in Puglia hanno deciso:”Ora ce la piantiamo da soli”

Il Salvagente 7-14 marzo 2013_Pagina_3

Articolo dal titolo significativo. Il Giornale è Il Salvagente ed è ancora in edicola per coloro che preferiscono il cartaceo. Cliccando sull’immagine si apre una finestra dalla quale potrete leggerlo meglio o stamparlo. Ecco invece l’intero articolo scritto:

Erano stanchi delle attese, e hanno deciso di piantarla. Sono dei malati di sclerosi multipla pugliesi, che hanno messo in piedi un’associazione e un’iniziativa molto provocatoria per attirare l’attenzione sull’ipocrisia che avvolge la cannabis terapeutica in Italia. E nella loro
battaglia hanno trovato l’appoggio di un sindaco illuminato. Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, a Racale, paesino in provincia di Lecce, lo scorso gennaio hanno creato l’associazione non profit LapianTiamo. Racconta Lucia Spiri: “Lo scopo della nostra associazione è facilitare l’uso terapeutico della canapa medicinale e offrire supporto, informazioni e idee utili per affrontare il duro percorso della malattia”. Ok, ma coltivare in proprio la pianta in Italia è vietato e si rischia un processo penale. “Abbiamo deciso di intraprendere questa strada – ci risponde Lucia – per non doverci rivolgere al mercato
nero per vedere riconosciuto il nostro diritto alla cura”. In Puglia è in vigore una delibera regionale del 2010, che permette la copertura delle spese da parte del Servizio sanitario
anche per i farmaci a base di thc. Ma non per tutti, come ci spiega Andrea Trisciuoglio: “Solo alcune categorie di malati possono accedere alla cura, e i costi del farmaco vengono coperti solo quando il paziente si rivela resistente agli altri farmaci convenzionali. E in più è veramente difficile trovare un medico che prescriva il bedrocan, farmaco che, per esempio, utilizziamo io e Lucia. In Puglia ce ne sono solo due”. Per Andrea è fondamentale avere un servizio sanitario che funzioni: “Potrei ordinare il bedrocan senza avere la copertura sanitaria nazionale, ma mi costerebbe circa mille euro al mese”.
Anche per i pazienti pugliesi, come nel resto d’Italia, l’approvvigionamento è lento e tortuoso a causa dell’importazione obbligatoria. E questo nonostante esista il Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo, regolarmente autorizzato a coltivare e studiare la cannabis, soprattutto per i gli utilizzi terapeutici. La legge italiana, però, prevede che i principi attivi provenienti dall’istituto di Rovigo ogni anno vengano distruttidalla guardia di finanza, quando potrebbero essere utilizzati a scopo medico. Fortunatamente, per la battaglia dell’associazione LapianTiamo è arrivato anche l’appoggio del sindaco di Racale, Donato Metallo, che ha concesso uno spazio comunale per la presentazione  dell’associazione e ha scritto una letteraindirizzata a tutti i sindaci d’Italia affinché
appoggino iniziative simili: “Come sindaco mi è sembrato un atto di giustizia
appoggiare questa battaglia, nonostante questo ci possa causare dei problemi. Se io so che usare la cannabis terapeutica può fare la differenza tra avere una vita normale o rimanere chiusi in casa a soffrire, come faccio non fare la mia parte?”. Ci pensa Andrea a spiegare in un solo concetto questa differenza: “Prima di usare il bedrocan i dolori erano così forti che non potevo nemmeno alzarmi. Adesso posso camminare, uscire, andare a farmi una passeggiata al mare”.

(di Lorenzo Misuraca – Il Salvagente 7-14 marzo 2013)

2 risposte a “Da “Il Salvagente” del 7-14 marzo 2013”

  1. non ci vuole molto a capire che solo interessi particolari (taciuti) impediscono la giusta conoscenza di una pianta dalle mille virtù. grazie lucia e andrea. grazie al sindaco di racale donato metallo per la sua lungimiranza

  2. Caro Gualtiero,grazie per il tuo sostegno.
    Giorno dopo giorno cresce sempre di più il numero di persone che ci contattano e ci raccontano esperienze,storie di vita,di dolore e di criminalizzazione.
    Siamo troppi,non ci ferma ormai nessuno!

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