29 Gennaio 2018

Buon compleanno e nulla da festeggiare.

Persone ammalate che incontrano sul loro cammino delle impossibilità oggettive per la cura della propria salute sono persone condannate a soffrire.

Oltre il “necessario”.

Capita sovente che, per questioni di principio, o in nome di “questo” o “quel” dogma, vengano posti sul percorso del malato paletti che diventano veri e propri insormontabili macigni.

Oggi non festeggia nessuno… però si parte con il buonsenso di chi non ha più tempo.

Vi parliamo di assunzione di cannabis, così come pure della lunga lista di uomini, donne, anziani e bambini con patologie che dall’uso di essa hanno tratto giovamento e come proprio questi ci hanno spinto a creare “LapianTiamo”: il primo cannabis social club fatto da malati rivolto soprattutto ai malati.

La missione di “LapianTiamo” da sempre è un messaggio d’amore, di rispetto e di condivisione verso i malati e di sostegno al fine di alleviare le sofferenze di coloro che, affetti da malattie fortemente invalidanti, non chiedono altro che una qualità di vita migliore. In ciò la cannabis ha dimostrato ampiamente di poterci riuscire.

Una società definibile come civile non può continuare a reggersi su dogmi e preconcetti in tema di Salute. Troviamo in ogni forma di proibizionismo uno dei maggiori ostacoli che, i pazienti già fortemente provati, debbono avere l’audacia di scavalcare.

Questo non va bene! Non va assolutamente bene!!!

Da anni, il Ministero della Salute italiano conosce le battaglie di LapianTiamo.

Ministri e burattini hanno ritenuto di dover intervenire a modo loro bloccando di fatto il progetto pilota della Regione Puglia affidando il futuro di chi soffre ai militari, con la previsione di creare quello che di fatto è diventato un monopolio statale di Marijuana fatto male e senza attenzione alcuna.

Sono nati dei veri e propri “mostri” da un lavoro di socialità e umanità partito da chi invece ogni giorno, della cannabis, ne fa la sola ed unica terapia.

Per difenderci e difendersi da questi mostri, pazienti e familiari hanno creato reti di collaborazioni organizzando incontri con esperti e informandosi come si fa quando si è in stato grave di malattia, quando vige il detto: “diventi medico di te stesso”…

E ovviamente, chi ha la possibilità di testare sul proprio male questa tipologia di cura così come tanti altri stanno sviluppando nozioni tecniche su questa, chiede a gran voce un cambiamento SUBITO!

In questi ultimi mesi poi vi sono blocchi nelle dispensazioni di Cannabis dall’Olanda e da Firenze e da diverso tempo le cure sono state interrotte per pazienti con Sclerosi Multipla, SLA, Tumori, Epilessie farmacoresistenti, Tourette, Alzheimer, Parkinson… Loro interrompono con la burocrazia le cure, le malattie avanzano e il numero di pazienti cresce ogni giorno di più.

Per questo motivo, ufficialmente, il Direttivo LapianTiamo in rappresentanza di tutti i propri Amici Usufruitori ormai stanchi di promesse mai mantenute da parte di una Politica sorda, partendo con le proprie coltivazioni destinate all’uso terapeutico si espone anche a rischi penali e riconosce nelle sofferenze di chi soffre, dei loro familiari e di coloro che sensibili sposano la causa per il diritto alla cura come sancito nell’Art.32 della Costituzione Italiana:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo nell’interesse della collettività, garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Si parte anche se a tutt’oggi le autorizzazioni ministeriali continuano ad essere inesistenti e, tutto ciò, per tutelare la nostra salute.

Correremo altresì il rischio del sequestro del raccolto.

I Responsabili avranno accesso al database di persone affette dalle patologie sopra citate regolarmente registrate a LapianTiamo e si occuperanno dell’avanzare delle varie fasi che porteranno, a breve, i primi frutti.

Lo Stato, se è Stato, si occupi dei malati esclusivamente attraverso un’adeguata conoscenza e preparazione dei medici.

Figure professionali che potranno alleviare e/o, perché no, aiutare ad eliminare atroci dolori e sofferenze.

C’è chi vuole definirla ancora come disobbedienza civile. Per noi cittadini (malati e non) che lottiamo quotidianamente, e per coloro che si sono spesi fin dal primo momento per la coltivazione di cannabis secondo le esigenze dei malati, si tratta di un vero e proprio atto di logica e buonsenso.

LapianTiamo!

Audizione III Commissione Regione Puglia: Avanzamento lavori Progetto Coltivazione

Ecco il testo elaborato ed esposto durante l’audizione in III Commissione lo scorso 21 settembre a Bari alla presenza di numerosi tecnici regionali ed esponenti di diverse associazioni e gruppi invitati. Volendo dare il proprio contributo, nella sede di Racale, sono state raccolte numerose segnalazioni che hanno reso il quadro chiaro ai tecnici dell’Associazione che hanno poi suddiviso in punti tutte le criticità che ogni paziente in cura con la Cannabis è costretto a vivere per accedere o per aver garantita la continuità terapeutica.

Inoltre, negli ultimi tempi, abbiamo smesso di rincorrere sogni con slogan utopistici (causa mancanza di tempo materiale e poca salute da distribuire) e sono cambiate le dinamiche per gli addetti ai lavori. Notiamo stupiti come non tutti siano inclini ad accettare che c’è da lavorare, forse per mentalità provinciale o forse perché semplicemente non adatti. Eppure è di responsabilità che si parla e l’apparenza è niente come niente è una pubblicazione su un social per contare la sera, prima di andare a letto, quanti like su una foto. Si sente sempre più spesso un’aria di cambiamento e come disse un folle: “chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” (A.Einstein).

Oggetto: situazione attuale sul territorio in merito al tema Cannabis terapeutica.

 Alle aperture dell’Amministrazione regionale non sono coincisi i miglioramenti sperati dal punto di vista procedurale.

Segue una sintesi per punti delle criticità attuali relative soprattutto alla lista dei prescrittori inutile e fuorviante e all’atteggiamento ostile dell’apparato burocratico ASL e ospedaliero.

–       Sono stati nominati in molti casi medici già noti per la loro contrarietà al tema e che non hanno cambiato condotta in conseguenza dell’incarico, rifiutando la prescrizione anche a persone con evidente indicazione secondo Decreto Ministeriale e disposizioni regionali.

–       Pazienti con prescrizione anche di durata pluriennale dirottati dal centro di Gallipoli presso le proprie ASL di appartenenza hanno visto negata la conferma di prescrizione e sono costrette attualmente ad acquistare con onere a proprio carico (chi può permetterselo).

–       Le scuse con le quali la prescrizione viene negata sono le più disparate adducendo come ragione del diniego la necessità di figure più specializzate nella particolare patologia (esempio: per l’epilessia viene richiesto un epilettologo!) a dispetto della libertà di prescrizione garantita ai medici dalla legislazione presente. Sembra che oggigiorno per curare una micosi delle unghie serva un “ONICOMICOLOGO” o per un mal di pancia un “GASTROENTEROALGOLOGO”! E non basti un medico!

–       I prescrittori dimostrano dal loro agire una non conoscenza della materia arrivando a scambiare tra loro tipologie di Cannabis non sovrapponibili per proprietà farmacologiche, considerando la pianta come un unico farmaco piuttosto che come un fitocomplesso caratterizzato da innumerevoli varianti completamente differenti per effetti benefici e collateralità.

–       Alcuni prescrittori più onesti intellettualmente ammettono la loro non competenza sulla materia agli stessi pazienti consegnando loro i moduli di prescrizione e chiedendo la compilazione dei medesimi da parte di medici privati; in merito a questo è evidente che la Regione non si è curata di valutare la reale preparazione sull’argomento di questi prescrittori prima di affidare loro l’incarico.

Quanti sono i medici che hanno partecipato alla conferenza del 14 settembre e sarebbe utile avere i loro nomi per meglio indirizzare i pazienti che richiedono informazioni in merito

–       Nonostante l’incarico affidato ai medici di medicina generale di ripetizione della prescrizione mensile sulla base del piano terapeutico, continua la richiesta da parte delle farmacie ospedaliere di ricette redatte esclusivamente da medici specialisti ASL costringendo così le persone ad una via crucis di attese interminabili a cadenza mensile.

Rispettare il ruolo affidato al medico di medicina generale, il piano terapeutico a cadenza semestrale senza costringere i pazienti affetti dalle più disparate patologie a ore di fila per le visite, per il ritiro del farmaco (quando c’è), etc.

–       Sempre in merito alle farmacie ospedaliere si segnala il comportamento del personale (di alcune di esse) spesso iperburocratico e poco umano, tenuto conto delle difficoltà già affrontate dai pazienti per la farraginosità dell’iter da seguire; si cerca spesso per via di pregiudizi di creare ostacoli o di non fare nulla per rimuoverli.

Sottolineiamo il fatto che la Cannabis rappresenta una terapia farmacologica come tutte le altre.

E’ inutile ricordare come farmaci ben più tossici e inclini a dare dipendenza siano normalmente prescritti e dispensati dagli ambienti ospedalieri e ASL (oppiacei, antidepressivi, benzodiazepine, etc.) senza alcuna remora o resistenza.

Inoltre questo trattamento sta dando risultati importanti in situazioni nella maggior parte dei casi senza nessuna alternativa terapeutica reale, quindi, quanto qui discusso rappresenta un’emergenza da affrontare e risolvere al più presto.

Difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato.

In ultimo segnaliamo la criticità rappresentata dalla scomparsa in commercio dei preparati di origine olandese (in particolare Bedrocan, Bediol) a partire dall’immissione sul mercato di quelli italiani comunque non sovrapponibili ai suddetti: avere dosaggi simili di THC e CBD non significa avere lo stesso effetto. A tal proposito va tenuta in considerazione la testimonianza dei pazienti che trova conferma nella letteratura scientifica: la composizione differenziale delle centinaia di molecole farmacologicamente attive contenute nelle infiorescenze della pianta giustifica infatti le notevoli variazioni d’effetto fra genetiche di diverso tipo, pur in presenza di concentrazioni paragonabili dei due cannabinoidi principali (THC e CBD).

In merito alla varietà olandese Bedrolite, priva di THC e contenente elevato titolo di CBD, anch’essa carente sul mercato sottolineiamo il fatto che viene assunta da bambini con epilessie fortemente refrattarie ai comuni trattamenti, con benefici altrimenti impossibili da raggiungere. Tale situazione è presente sia in regime ospedaliero che nelle farmacie private rendendo impossibile la continuità terapeutica anche a proprio carico.

Queste difficoltà sono probabilmente ricollegabili alle recenti disposizioni ministeriali che di fatto hanno meritoriamente posto un limite ai prezzi di vendita in farmacia non preoccupandosi tuttavia di adeguare i prezzi di distribuzione. La reazione dei farmacisti privati è stata la disdetta degli ordini causa mancato guadagno e di conseguenza anche i distributori nazionali attualmente risultano sprovvisti… e a pagare sono sempre i pazienti.

Risulta pertanto la disponibilità di Bedrocan (THC 22% differente dalle altre genetiche in commercio) presso le farmacie private che, tramite buoni d’acquisto, potrebbero dispensare alle farmacie ospedaliere consentendo così una continuità terapeutica ai pazienti aventi diritto.

In riferimento ai problemi riportati nell’ultima parte dove segnaliamo le difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato rivolgiamo un invito al nostro Assessore al Welfare a prendere atto della situazione e interfacciarsi con il Ministero della Salute per risolvere la situazione di stallo creatasi o per trovare soluzioni alternative come del resto le nostre Associazioni di malati propongono ormai da anni.

Documentazione Ufficiale redatta e lasciata da Lucia Spiri, Presidente LapianTiamo, agli Atti della III Commissione del Consiglio Regionale Puglia 

Anno X: e anche le farmacie chiusero per fallimento

 

 

 

 

 

 

Pubblichiamo per intero l’ultimo articolo scritto da LapianTiamo e pubblicato con alcuni tagli (dovuti dal numero di caratteri a disposizione) dagli Amici di Dolcevita:

Viviamo in un territorio ospitale, si vive bene e anche la qualità di vita è buona. Le infrastrutture e i servizi dedicati al cittadino (malato) sono nate da un attento lavoro svolto insieme all’utente finale e a quelle che sono le reali necessità, prestazione dopo prestazione. Non si parla più, da anni ormai, di problematiche legate alla salute e per fortuna vanno a perdersi anche quelle attività che un tempo vendevano farmaci. Grazie a Dio non esistono nemmeno più tante di quelle patologie devastanti che per anni hanno condizionato negativamente la vita di milioni di persone.

Sembra quasi un’isola felice la Terra…e si vive benissimo nella nostra cara nazione.

E i momenti più oscuri vissuti per decenni si accantonano mesti negli angoli più remoti delle nostre menti dove i ricordi si vivono in terza persona…come normali spettatori di una storia che nel bene o nel male, comunque, ci appartiene e ci vede ogni giorno affrontare la vita come attori protagonisti.

Non si lotta più per i propri diritti, non ce n’è bisogno.

Ogni cittadino ha per sé quello che occorre e lo condivide con il proprio vicino.

L’indifferenza è una malattia lontana, quasi dimenticata così come accadde per l’egoismo, l’individualismo e la cattiva fede.

Oggi vince il confronto tra idee diverse ma unite in obiettivi concreti e la maggior parte degli ostacoli vengono abbattuti grazie alla funzionalità delle Istituzioni e alla trasparenza dei rapporti umani tra gli individui…

Quello che avete letto finora è un “sano” delirio.

Così come delirante è la situazione reale italiana condizionata prevalentemente da “numeri primi” che parlano di Cannabis quasi fosse la scoperta del secolo, che organizzano meeting nei quali si “suggerisce” di assumere Cannabis in tisana o tramite preparazioni (a pagamento) e magari considerando il malato come un tossicodipendente.

E inevitabilmente ci viene il magone, ricordando lo straccio con acqua e aceto posto sulla fronte, da piccoli, quando arrivava la febbre…

Che fine hanno fatto quei metodi tanto antichi quanto familiari che con il passare del tempo, inevitabilmente, hanno lasciato il posto alle più veloci pastiglie o aspirine.

Ahinoi, senza più la conoscenza, si è in balia di antibiotici e antidepressivi assunti con acqua, cortisoni in gocce e antidolorifici orosolubili prescritti da uomini con il potere della penna dall’alto del loro camice bianco.

Visto quanto sta accadendo negli ultimi mesi potremmo tranquillamente scrivere decine di pagine al giorno e parlare della FM2 “spacciata” per Bediol nelle farmacie e negli ospedali di tutta Italia. Così come l’arrivo della canapa senza THC e in vendita nei growshops di tutta Italia…

Potremmo anche raccontare di come pesino economicamente le terapie a base di cannabinoidi a tutte quelle famiglie che provandola ne vedono i benefici e non possono assolutamente più farne a meno. Magari un cenno potremmo farlo anche in merito alla lista di medici pubblicata sul nostro sito e che, una volta contattati, si stanno tirando tutti indietro…

In paesi distanti dal nostro solo alcune ore di volo è possibile lasciare al paziente l’importante scelta delle terapie da seguire così come in nazioni più all’avanguardia della nostra è possibile lasciare allo stesso malato una licenza di coltivazione di Cannabis destinata al proprio uso terapeutico personale. E soprattutto gestita da dispensari e senza la presenza di pusher farmacisti.

Assistiamo quotidianamente all’evoluzione socio-culturale sul tema anche se è una Rivoluzione quella che è in corso in questo momento. Vi sono battaglie importanti che ogni giorno vedono scendere in campo autori di gesta che forse nessuno ci racconterà mai e nel nostro piccolo, tutti noi che ci crediamo, siamo parte di questo pezzo di storia. Vi sono incontri importanti che magari non portano a nulla…così come tante sono le perdite importanti che ci danno un motivo per esserci ancora. Autoproduciamoci serenità e seminiamola ovunque…il resto verrà da sé.

Segnalata emergenza alla Regione Puglia

In data 06 giugno abbiamo inviato una mail agli uffici della Presidenza della Regione Puglia per segnalare le criticità che stanno emergendo, sempre di più,  per la quasi totalità dei pazienti in cura con prodotti cannabinoidi. Alle aperture dell’Amministrazione regionale (pugliese) infatti non sono coincisi i miglioramenti sperati dal punto di vista procedurale.

Segue una sintesi per punti delle criticità attuali relative soprattutto alle liste dei prescrittori inutili e fuorvianti e all’atteggiamento ostile dell’apparato burocratico ASL e ospedaliero.

  • Sono stati nominati in molti casi medici già noti per la loro contrarietà al tema e che non hanno cambiato condotta in conseguenza dell’incarico, rifiutando la prescrizione anche a persone con evidente indicazione secondo Decreto Ministeriale e disposizioni regionali.
  • Pazienti con prescrizione anche di durata pluriennale dirottati dal centro di Gallipoli presso le proprie ASL di appartenenza hanno visto negata la conferma di prescrizione e sono costrette attualmente ad acquistare con onere a proprio carico (chi può permetterselo).
  • Le scuse con le quali la prescrizione viene negata sono le più disparate adducendo come ragione del diniego la necessità di figure più specializzate nella particolare patologia (esempio: per l’epilessia viene richiesto un epilettologo!) a dispetto della libertà di prescrizione garantita ai medici dalla legislazione presente. Sembra che oggigiorno per curare una micosi delle unghie serva un “ONICOMICOLOGO” o per un mal di pancia un “GASTROENTEROALGOLOGO”! E non basti un medico!
  • I prescrittori dimostrano dal loro agire una non conoscenza della materia arrivando a scambiare tra loro tipologie di Cannabis non sovrapponibili per proprietà farmacologiche, considerando la pianta come un unico farmaco piuttosto che come un fitocomplesso caratterizzato da innumerevoli varianti completamente differenti per effetti benefici e collateralità.
  • Alcuni prescrittori più onesti intellettualmente ammettono la loro non competenza sulla materia agli stessi pazienti consegnando loro i moduli di prescrizione e chiedendo la compilazione dei medesimi da parte di medici privati; in merito a questo è evidente che la Regione non si è curata di valutare la reale preparazione sull’argomento di questi prescrittori prima di affidare loro l’incarico.
  • Nonostante l’incarico affidato ai medici di medicina generale di ripetizione della prescrizione mensile sulla base del piano terapeutico, continua la richiesta da parte delle farmacie ospedaliere di ricette redatte esclusivamente da medici specialisti ASL costringendo così le persone ad una via crucis di attese interminabili a cadenza mensile.
  • Sempre in merito alle farmacie ospedaliere si segnala il comportamento del personale (di alcune di esse) spesso iperburocratico e poco umano, tenuto conto delle difficoltà già affrontate dai pazienti per la farraginosità dell’iter da seguire; si cerca spesso per via di pregiudizi di creare ostacoli o di non fare nulla per rimuoverli.

Sottolineiamo il fatto che la Cannabis rappresenta una terapia farmacologica come tutte le altre.

E’ inutile ricordare come farmaci ben più tossici e inclini a dare dipendenza siano normalmente prescritti e dispensati dagli ambienti ospedalieri e ASL (oppiacei, antidepressivi, benzodiazepine, etc.) senza alcuna remora o resistenza.

Inoltre questo trattamento sta dando risultati importanti in situazioni nella maggior parte dei casi senza nessuna alternativa terapeutica reale, quindi, quanto qui discusso rappresenta un’emergenza da affrontare e risolvere al più presto.

Difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato.

In ultimo segnaliamo la criticità rappresentata dalla scomparsa in commercio dei preparati di origine olandese (in particolare Bedrocan, Bediol) a partire dall’immissione sul mercato di quelli italiani comunque non sovrapponibili ai suddetti: avere dosaggi simili di THC e CBD non significa avere lo stesso effetto. A tal proposito va tenuta in considerazione la testimonianza dei pazienti che trova conferma nella letteratura scientifica: la composizione differenziale delle centinaia di molecole farmacologicamente attive contenute nelle infiorescenze della pianta giustifica infatti le notevoli variazioni d’effetto fra genetiche di diverso tipo, pur in presenza di concentrazioni paragonabili dei due cannabinoidi principali (THC e CBD).

In merito alla varietà olandese Bedrolite, priva di THC e contenente elevato titolo di CBD, anch’essa carente sul mercato sottolineiamo il fatto che viene assunta da bambini con epilessie fortemente refrattarie ai comuni trattamenti, con benefici altrimenti impossibili da raggiungere. Tale situazione è presente sia in regime ospedaliero che nelle farmacie private rendendo impossibile la continuità terapeutica anche a proprio carico.

Queste difficoltà sono probabilmente ricollegabili alle recenti disposizioni ministeriali che di fatto hanno meritoriamente posto un limite ai prezzi di vendita in farmacia non preoccupandosi tuttavia di adeguare i prezzi di distribuzione. La reazione dei farmacisti privati è stata la disdetta degli ordini causa mancato guadagno e di conseguenza anche i distributori nazionali attualmente risultano sprovvisti… e a pagare sono sempre i pazienti.

Risulta pertanto la disponibilità di Bedrocan (THC 19% differente dalle altre genetiche in commercio) presso le farmacie private che, tramite buoni d’acquisto, potrebbero dispensare alle farmacie ospedaliere consentendo così una continuità terapeutica ai pazienti aventi diritto.

In riferimento ai problemi riportati nell’ultima parte dove segnaliamo le difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato rivolgiamo un invito al nostro Assessore al Welfare a prendere atto della situazione e interfacciarsi con il Ministero della Salute per risolvere la situazione di stallo creatasi o per trovare soluzioni alternative come del resto la nostra Associazione di malati propone ormai da anni.

Era ora…

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Questo 2017 nasce proprio sotto una buona stella!

Infatti, tra tutte le news sulla Cannabis terapeutica a livello nazionale, si aggiungono importantissimi eventi che rafforzano il lavoro fatto finora come ad esempio la partecipazione del Dr. Alessio Mercurio, neurologo Amico di LapianTiamo, al Convegno “Eventi oltre la SM” organizzato dall’AISM di Bari e che si terrà sabato 14 gennaio presso l’Aula Asclepios del Policlinico di Bari in Piazza Giulio Cesare 13 a partire dalle 9:30 del mattino. Cliccando sulla locandina accanto potrete visualizzare il programma dell’evento che, ricordiamo, è aperto al pubblico.

Tra le maggiori notizie leggiamo anche della Cannabis di Stato ormai pronta ad arrivare nelle farmacie italiane, nonostante la totale esclusione di Associazioni e dei malati quali destinatari finali, per poi essere completamente lasciata nelle mani di farmacisti trasformati dal Ministero della Salute in “pusher autorizzati” a rivenderla sempre e comunque a costi inaccessibili.

Sull’intero Progetto dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, fin dall’inizio, sono calati veli che hanno impedito un reale controllo sulla scelta delle genetiche, sui metodi di coltivazione e sui vari passaggi che “dovrebbero” garantire al paziente un prodotto di qualità e il tutto è stato affidato ai militari che, paradossalmente, hanno invece aperto la strada al Progetto Pilota pugliese tanto da convincere il Presidente Michele Emiliano ad approvare durante l’ultima riunione di giunta di fine anno scorso il Disegno di Legge N.290 del 21/12/2016“Uso terapeutico di farmaci cannabinoidi nell’ambito del SSR, per terapia del dolore e delle cure terminali, patologie neurologiche, infiammatorie croniche, degenerative, autoimmunitarie e psichiatriche. Progetto Pilota per la coltivazione, produzione e distribuzione regionale di sostanze di origine vegetale a base di Cannabis per finalità terapeutiche”.

All’interno del ddl è possibile leggere che  Leggi tutto “Era ora…”

Prossima tappa a Napoli – Canapa in Mostra, 16/17/18 ottobre

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Alcuni di noi sono già arrivati presso il padiglione 10 alla Mostra d’Oltremare di Napoli per essere presenti al taglio del nastro che segnerà l’inaugurazione di questa nuova edizione di Canapa in Mostra. Sono tantissimi gli stand dei nostri partner che saremo lieti di visitare per parlare delle ultime novità che riguardano la Canapa nei suoi molteplici aspetti e per riportare le esperienze dei pazienti che hanno avuto modo, nel tempo, di utilizzare i loro prodotti.

Sarà l’occasione per presentare il risultato delle nostre ricerche, effettuate in collaborazione con uno dei neurologi più vicini all’Associazione, il dott. Alessio Mercurio con il supporto del dott. Alfredo Tundo (farmacista), il CNR di Lecce, la Facoltà di Biologia dell’Università del Salento e tanti altri professori, medici e professionisti di tutta Italia.

Partendo infatti dall’unico studio pubblicato sui metodi di estrazione della Cannabis ci siamo indirizzati verso una migliore e probabilmente più efficace standardizzazione che ci consente di raggiungere livelli più alti e più terapeutici per ottenere THC Oil, CBD Oil, capsule, tinture alcoliche, creme, liquidi per E-Cig e quant’altro. Leggi tutto “Prossima tappa a Napoli — Canapa in Mostra, 16/17/18 ottobre”

Italia chiama Europa

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Lunedì 11 luglio una delegazione italiana composta anche dal nostro segretario Andrea Trisciuoglio ha portato a Bruxelles le problematiche italiane che noi malati viviamo in prima persona. A breve comunicheremo le soluzioni prospettate per questa “war on drug” dai troppi effetti collaterali. Ecco il Comunicato che l’Associazione LapianTiamo ha preparato per l’occasione cercando di dare voce a tutti coloro che chiedono di accedere alle terapie con prodotti cannabinoidi:

L’associazione LapianTiamo è tra le prime realtà nazionali a parlare di Cannabis terapeutica in Italia dando voce prima di tutto ai malati costretti a subire le ingiustizie legate ad una legge poi dichiarata anticostituzionale (la criminogena Fini-Giovanardi). Per i malati fondatori è stato obbligatorio percorrere strade impervie compiendo scelte definite da molti azzardate raggiungendo obiettivi apparentemente lontanissimi, come l’atto di piantare semi di cannabis all’interno di un palazzo governativo con la “complicità” dell’amica e Segretaria dei Radicali Italiani Rita Bernardini.
I membri del Direttivo dell’Associazione LapianTiamo sono fra i primi in Italia ad aver avviato le pratiche di importazione dall’estero di farmaci cannabinoidi in infiorescenze direttamente tramite farmacie ospedaliere legate al Servizio Sanitario Regionale.
I malati più “fortunati” e tristemente, quindi, coloro affetti da patologie gravi e importanti si vedono riconosciuta la gratuità sull’acquisto. La stessa cosa non avviene purtroppo per i malati affetti da patologie definibili forse “meno importanti” che si vedono costretti a rinunciare alle terapie con cannabinoidi a causa soprattutto dei costi assurdi attualmente praticati in Italia (dai 23 ai 70 euro al grammo!).

L’Associazione LapianTiamo, dalla nascita avvenuta nel gennaio 2013 fino ad oggi, ha svolto un lavoro di ricerca focalizzato principalmente sulle conoscenze legate agli effetti terapeutici di questa pianta dispensando informazioni utili a oltre 15.000 malati e familiari, a tantissimi medici e operatori sanitari consentendo l’accesso a molti pazienti alle terapie con prodotti cannabinoidi attivando l’operato di medici prescrittori nei reparti di neurologia, oncologia e terapia del dolore di mezza Italia. A tal proposito LapianTiamo è stata l’Associazione organizzatrice della prima Puglia Cannabis Conference tenutasi a Lecce il 24 maggio 2014 con la presenza di 10 relatori intervenuti dalla Spagna, dalla Svizzera e dall’Universitá La Sapienza di Roma per parlare di cannabis come trattamento in patologie importanti, davanti a centinaia di persone accorse da tutta Italia per partecipare all’importantissimo evento.
Con oltre 300.000 contatti ricevuti in meno di 3 anni dalla nascita ad oggi LapianTiamo ha certamente contribuito alla diffusione non solo della conoscenza della Cannabis in medicina ma anche alla rivalutazione della canapa che da “anticamera delle droghe pesanti” viene finalmente riconsiderata una valida alternativa terapeutica in malattie anche gravemente invalidanti come la Sclerosi Multipla, la Sla, i tumori, il dolore cronico e tantissime altre.
Con un Progetto Pilota sulla coltivazione di Cannabis controllata in Puglia pronto a partire vogliamo affermare il diritto alla cura, alla conoscenza e all’affermazione di una nuova primavera terapeutica.

Associazione LapianTiamo

Dopo la Puglia Cannabis Conference…

La prima Puglia Cannabis Conference è stata fortemente voluta dallo stesso Presidente Nichi Vendola per portare nella nostra regione quei medici e professori che dedicano la propria attività di ricerca alle proprietà terapeutiche della Cannabis Medicinale nelle tante patologie trattabili con questa pianta. Ci riteniamo molto soddisfatti della riuscita dell’evento e un ringraziamento particolare va alla Regione Puglia e alla ASL di Lecce che, dando fiducia all’Associazione LapianTiamo, si potranno certo ritenere orgogliose come Istituzioni di aver contribuito ad informare realmente medici e pazienti sull’uso della Cannabis come medicina.
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La partecipazione è stata molto sentita e tanti dei presenti (con patologia, su sedia e con difficoltà a restare per ore nello stesso luogo) hanno affrontato questa “maratona” con un’energia che è difficile spiegare con semplici parole. Abbiamo anche trasmesso una diretta streaming e tutto il materiale registrato audio, video e foto  sarà presto pubblicato qui sul nostro sito e su quello ufficiale dell’evento: www.pugliacannabisconference.org. Erano presenti anche rappresentanti dell’Università di Lecce (i Prof. Michele Maffia e Prof. Luigi De Bellis), l’Assessore alle Politiche Ambientali di Lecce Andrea Guido che ultimamente ha dichiarato di mettere a disposizione un’area del Parco di Rauccio a Lecce qualora possa servire per far partire quanto prima il progetto LapianTiamo . Presente anche il Sindaco di Racale Donato Metallo il quale, durante i saluti finali, ha emozionato i presenti con parole dedicate al progetto dei ragazzi di LapianTiamo.Un forte applauso ha accompagnato le poche parole di Lucia che, nelle vesti di Presidente dell’Associazione, dopo aver salutato tutti gli amici e i partecipanti si è rivolta ai Medici, Dottori e Ricercatori arrivati dalla Spagna, dalla Svizzera e dalla Sapienza di Roma dicendo loro: “Dalla Vostra Ricerca dipende il nostro benessere…e Vi ringraziamo”.

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LapianTiamo incontra Nichi Vendola

21 settembre 2013…una data che verrà ricordata perchè vede l’unione in matrimonio degli amici Presidente e Tesoriere LapianTiamo Lucia e William. Urlavamo lunga vita a Dolce Vita ed Enjoint che ci avevano aiutato a realizzare l’acquisto del terreno su cui sorge il primo Cannabis Social Club d’Italia, oggi gridiamo anche lunga vita a Willy e Lucia e tanti auguri per il loro matrimonio!
Ora possiamo riconcentrare la nostra attenzione su quanto avevamo lasciato in sospeso e finalmente pubblichiamo la parte che ci riguarda di un video appena mandatoci dagli amici di Canapuglia. Tempo fa abbiamo avuto l’occasione di incontrare Nichi Vendola in un dibattito sulla canapa e dopo una serie di interventi sull’utilità della pianta nei vari settori c’è stato l’interessante dialogo tra i membri del Direttivo LapianTiamo e il Presidente della Regione Puglia che ha sostenuto le motivazioni della nostra Associazione ed ha spinto sull’utilità di una ricerca scientifica che, in un mondo “tossicodipendente” (tv, fiction, farmaci e videopoker), riesca a modificare l’atteggiamento delle nostre società nei confronti della canapa. Siamo fieri di essere stati definiti Leggi tutto “LapianTiamo incontra Nichi Vendola”

Nessun blocco dal Ministero…solo ferie negli ospedali!

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Nelle settimane appena trascorse abbiamo ricevuto notizie di un ipotetico blocco da parte del Ministero sulle importazioni di Bedrocan a favore di un altro farmaco totalmente differente sia come metodi di assunzione che come dosaggi e ci siamo subito chiesti se ci fosse stato mai un giorno in cui un “folle” si sarebbe assunto la responsabilità di interrompere la continuità terapeutica dei pazienti che attualmente sono in cura con il Bedrocan. In tantissimi ci avete contattato per chiedere informazioni in merito e voi stessi ci avete segnalato medici e ospedali che si inventavano finte liste d’attesa, protocolli telematici inesistenti, crampi improvvisi alla mano (quindi impossibilità a firmare e timbrare la ricetta medica…). E noi, certi delle comunicazioni che ci arrivavano direttamente dalle farmacie ospedaliere, rassicuravamo tutti dicendo che ovviamente i medici avrebbero fatto distinzione tra il Bedrocan (in infiorescenze) e il Sativex (spray sublinguale che contiene solo due degli oltre seicento principi attivi della canapa, il THC e il CBD). La scorsa settimana invece, proprio da parte del neurologo che ogni mese, da anni ormai, prescrive il farmaco ad Andrea. Lucia e altri pochi pazienti che solitamente usiamo definire come “fortunati”, è arrivato lo stop all’importazione senza una reale motivazione e con “sospetti” riferimenti ad un cambio del piano terapeutico con il sopracitato spray. In poche ore ci siamo organizzati e in collegamento diretto con un Dirigente del Ministero della Sanità – Ufficio Centrale Stupefacenti abbiamo Leggi tutto “Nessun blocco dal Ministero…solo ferie negli ospedali!”