Audizione III Commissione Regione Puglia: Avanzamento lavori Progetto Coltivazione

Ecco il testo elaborato ed esposto durante l’audizione in III Commissione lo scorso 21 settembre a Bari alla presenza di numerosi tecnici regionali ed esponenti di diverse associazioni e gruppi invitati. Volendo dare il proprio contributo, nella sede di Racale, sono state raccolte numerose segnalazioni che hanno reso il quadro chiaro ai tecnici dell’Associazione che hanno poi suddiviso in punti tutte le criticità che ogni paziente in cura con la Cannabis è costretto a vivere per accedere o per aver garantita la continuità terapeutica.

Inoltre, negli ultimi tempi, abbiamo smesso di rincorrere sogni con slogan utopistici (causa mancanza di tempo materiale e poca salute da distribuire) e sono cambiate le dinamiche per gli addetti ai lavori. Notiamo stupiti come non tutti siano inclini ad accettare che c’è da lavorare, forse per mentalità provinciale o forse perché semplicemente non adatti. Eppure è di responsabilità che si parla e l’apparenza è niente come niente è una pubblicazione su un social per contare la sera, prima di andare a letto, quanti like su una foto. Si sente sempre più spesso un’aria di cambiamento e come disse un folle: “chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” (A.Einstein).

Oggetto: situazione attuale sul territorio in merito al tema Cannabis terapeutica.

 Alle aperture dell’Amministrazione regionale non sono coincisi i miglioramenti sperati dal punto di vista procedurale.

Segue una sintesi per punti delle criticità attuali relative soprattutto alla lista dei prescrittori inutile e fuorviante e all’atteggiamento ostile dell’apparato burocratico ASL e ospedaliero.

–       Sono stati nominati in molti casi medici già noti per la loro contrarietà al tema e che non hanno cambiato condotta in conseguenza dell’incarico, rifiutando la prescrizione anche a persone con evidente indicazione secondo Decreto Ministeriale e disposizioni regionali.

–       Pazienti con prescrizione anche di durata pluriennale dirottati dal centro di Gallipoli presso le proprie ASL di appartenenza hanno visto negata la conferma di prescrizione e sono costrette attualmente ad acquistare con onere a proprio carico (chi può permetterselo).

–       Le scuse con le quali la prescrizione viene negata sono le più disparate adducendo come ragione del diniego la necessità di figure più specializzate nella particolare patologia (esempio: per l’epilessia viene richiesto un epilettologo!) a dispetto della libertà di prescrizione garantita ai medici dalla legislazione presente. Sembra che oggigiorno per curare una micosi delle unghie serva un “ONICOMICOLOGO” o per un mal di pancia un “GASTROENTEROALGOLOGO”! E non basti un medico!

–       I prescrittori dimostrano dal loro agire una non conoscenza della materia arrivando a scambiare tra loro tipologie di Cannabis non sovrapponibili per proprietà farmacologiche, considerando la pianta come un unico farmaco piuttosto che come un fitocomplesso caratterizzato da innumerevoli varianti completamente differenti per effetti benefici e collateralità.

–       Alcuni prescrittori più onesti intellettualmente ammettono la loro non competenza sulla materia agli stessi pazienti consegnando loro i moduli di prescrizione e chiedendo la compilazione dei medesimi da parte di medici privati; in merito a questo è evidente che la Regione non si è curata di valutare la reale preparazione sull’argomento di questi prescrittori prima di affidare loro l’incarico.

Quanti sono i medici che hanno partecipato alla conferenza del 14 settembre e sarebbe utile avere i loro nomi per meglio indirizzare i pazienti che richiedono informazioni in merito

–       Nonostante l’incarico affidato ai medici di medicina generale di ripetizione della prescrizione mensile sulla base del piano terapeutico, continua la richiesta da parte delle farmacie ospedaliere di ricette redatte esclusivamente da medici specialisti ASL costringendo così le persone ad una via crucis di attese interminabili a cadenza mensile.

Rispettare il ruolo affidato al medico di medicina generale, il piano terapeutico a cadenza semestrale senza costringere i pazienti affetti dalle più disparate patologie a ore di fila per le visite, per il ritiro del farmaco (quando c’è), etc.

–       Sempre in merito alle farmacie ospedaliere si segnala il comportamento del personale (di alcune di esse) spesso iperburocratico e poco umano, tenuto conto delle difficoltà già affrontate dai pazienti per la farraginosità dell’iter da seguire; si cerca spesso per via di pregiudizi di creare ostacoli o di non fare nulla per rimuoverli.

Sottolineiamo il fatto che la Cannabis rappresenta una terapia farmacologica come tutte le altre.

E’ inutile ricordare come farmaci ben più tossici e inclini a dare dipendenza siano normalmente prescritti e dispensati dagli ambienti ospedalieri e ASL (oppiacei, antidepressivi, benzodiazepine, etc.) senza alcuna remora o resistenza.

Inoltre questo trattamento sta dando risultati importanti in situazioni nella maggior parte dei casi senza nessuna alternativa terapeutica reale, quindi, quanto qui discusso rappresenta un’emergenza da affrontare e risolvere al più presto.

Difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato.

In ultimo segnaliamo la criticità rappresentata dalla scomparsa in commercio dei preparati di origine olandese (in particolare Bedrocan, Bediol) a partire dall’immissione sul mercato di quelli italiani comunque non sovrapponibili ai suddetti: avere dosaggi simili di THC e CBD non significa avere lo stesso effetto. A tal proposito va tenuta in considerazione la testimonianza dei pazienti che trova conferma nella letteratura scientifica: la composizione differenziale delle centinaia di molecole farmacologicamente attive contenute nelle infiorescenze della pianta giustifica infatti le notevoli variazioni d’effetto fra genetiche di diverso tipo, pur in presenza di concentrazioni paragonabili dei due cannabinoidi principali (THC e CBD).

In merito alla varietà olandese Bedrolite, priva di THC e contenente elevato titolo di CBD, anch’essa carente sul mercato sottolineiamo il fatto che viene assunta da bambini con epilessie fortemente refrattarie ai comuni trattamenti, con benefici altrimenti impossibili da raggiungere. Tale situazione è presente sia in regime ospedaliero che nelle farmacie private rendendo impossibile la continuità terapeutica anche a proprio carico.

Queste difficoltà sono probabilmente ricollegabili alle recenti disposizioni ministeriali che di fatto hanno meritoriamente posto un limite ai prezzi di vendita in farmacia non preoccupandosi tuttavia di adeguare i prezzi di distribuzione. La reazione dei farmacisti privati è stata la disdetta degli ordini causa mancato guadagno e di conseguenza anche i distributori nazionali attualmente risultano sprovvisti… e a pagare sono sempre i pazienti.

Risulta pertanto la disponibilità di Bedrocan (THC 22% differente dalle altre genetiche in commercio) presso le farmacie private che, tramite buoni d’acquisto, potrebbero dispensare alle farmacie ospedaliere consentendo così una continuità terapeutica ai pazienti aventi diritto.

In riferimento ai problemi riportati nell’ultima parte dove segnaliamo le difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato rivolgiamo un invito al nostro Assessore al Welfare a prendere atto della situazione e interfacciarsi con il Ministero della Salute per risolvere la situazione di stallo creatasi o per trovare soluzioni alternative come del resto le nostre Associazioni di malati propongono ormai da anni.

Documentazione Ufficiale redatta e lasciata da Lucia Spiri, Presidente LapianTiamo, agli Atti della III Commissione del Consiglio Regionale Puglia 

Segnalata emergenza alla Regione Puglia

In data 06 giugno abbiamo inviato una mail agli uffici della Presidenza della Regione Puglia per segnalare le criticità che stanno emergendo, sempre di più,  per la quasi totalità dei pazienti in cura con prodotti cannabinoidi. Alle aperture dell’Amministrazione regionale (pugliese) infatti non sono coincisi i miglioramenti sperati dal punto di vista procedurale.

Segue una sintesi per punti delle criticità attuali relative soprattutto alle liste dei prescrittori inutili e fuorvianti e all’atteggiamento ostile dell’apparato burocratico ASL e ospedaliero.

  • Sono stati nominati in molti casi medici già noti per la loro contrarietà al tema e che non hanno cambiato condotta in conseguenza dell’incarico, rifiutando la prescrizione anche a persone con evidente indicazione secondo Decreto Ministeriale e disposizioni regionali.
  • Pazienti con prescrizione anche di durata pluriennale dirottati dal centro di Gallipoli presso le proprie ASL di appartenenza hanno visto negata la conferma di prescrizione e sono costrette attualmente ad acquistare con onere a proprio carico (chi può permetterselo).
  • Le scuse con le quali la prescrizione viene negata sono le più disparate adducendo come ragione del diniego la necessità di figure più specializzate nella particolare patologia (esempio: per l’epilessia viene richiesto un epilettologo!) a dispetto della libertà di prescrizione garantita ai medici dalla legislazione presente. Sembra che oggigiorno per curare una micosi delle unghie serva un “ONICOMICOLOGO” o per un mal di pancia un “GASTROENTEROALGOLOGO”! E non basti un medico!
  • I prescrittori dimostrano dal loro agire una non conoscenza della materia arrivando a scambiare tra loro tipologie di Cannabis non sovrapponibili per proprietà farmacologiche, considerando la pianta come un unico farmaco piuttosto che come un fitocomplesso caratterizzato da innumerevoli varianti completamente differenti per effetti benefici e collateralità.
  • Alcuni prescrittori più onesti intellettualmente ammettono la loro non competenza sulla materia agli stessi pazienti consegnando loro i moduli di prescrizione e chiedendo la compilazione dei medesimi da parte di medici privati; in merito a questo è evidente che la Regione non si è curata di valutare la reale preparazione sull’argomento di questi prescrittori prima di affidare loro l’incarico.
  • Nonostante l’incarico affidato ai medici di medicina generale di ripetizione della prescrizione mensile sulla base del piano terapeutico, continua la richiesta da parte delle farmacie ospedaliere di ricette redatte esclusivamente da medici specialisti ASL costringendo così le persone ad una via crucis di attese interminabili a cadenza mensile.
  • Sempre in merito alle farmacie ospedaliere si segnala il comportamento del personale (di alcune di esse) spesso iperburocratico e poco umano, tenuto conto delle difficoltà già affrontate dai pazienti per la farraginosità dell’iter da seguire; si cerca spesso per via di pregiudizi di creare ostacoli o di non fare nulla per rimuoverli.

Sottolineiamo il fatto che la Cannabis rappresenta una terapia farmacologica come tutte le altre.

E’ inutile ricordare come farmaci ben più tossici e inclini a dare dipendenza siano normalmente prescritti e dispensati dagli ambienti ospedalieri e ASL (oppiacei, antidepressivi, benzodiazepine, etc.) senza alcuna remora o resistenza.

Inoltre questo trattamento sta dando risultati importanti in situazioni nella maggior parte dei casi senza nessuna alternativa terapeutica reale, quindi, quanto qui discusso rappresenta un’emergenza da affrontare e risolvere al più presto.

Difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato.

In ultimo segnaliamo la criticità rappresentata dalla scomparsa in commercio dei preparati di origine olandese (in particolare Bedrocan, Bediol) a partire dall’immissione sul mercato di quelli italiani comunque non sovrapponibili ai suddetti: avere dosaggi simili di THC e CBD non significa avere lo stesso effetto. A tal proposito va tenuta in considerazione la testimonianza dei pazienti che trova conferma nella letteratura scientifica: la composizione differenziale delle centinaia di molecole farmacologicamente attive contenute nelle infiorescenze della pianta giustifica infatti le notevoli variazioni d’effetto fra genetiche di diverso tipo, pur in presenza di concentrazioni paragonabili dei due cannabinoidi principali (THC e CBD).

In merito alla varietà olandese Bedrolite, priva di THC e contenente elevato titolo di CBD, anch’essa carente sul mercato sottolineiamo il fatto che viene assunta da bambini con epilessie fortemente refrattarie ai comuni trattamenti, con benefici altrimenti impossibili da raggiungere. Tale situazione è presente sia in regime ospedaliero che nelle farmacie private rendendo impossibile la continuità terapeutica anche a proprio carico.

Queste difficoltà sono probabilmente ricollegabili alle recenti disposizioni ministeriali che di fatto hanno meritoriamente posto un limite ai prezzi di vendita in farmacia non preoccupandosi tuttavia di adeguare i prezzi di distribuzione. La reazione dei farmacisti privati è stata la disdetta degli ordini causa mancato guadagno e di conseguenza anche i distributori nazionali attualmente risultano sprovvisti… e a pagare sono sempre i pazienti.

Risulta pertanto la disponibilità di Bedrocan (THC 19% differente dalle altre genetiche in commercio) presso le farmacie private che, tramite buoni d’acquisto, potrebbero dispensare alle farmacie ospedaliere consentendo così una continuità terapeutica ai pazienti aventi diritto.

In riferimento ai problemi riportati nell’ultima parte dove segnaliamo le difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato rivolgiamo un invito al nostro Assessore al Welfare a prendere atto della situazione e interfacciarsi con il Ministero della Salute per risolvere la situazione di stallo creatasi o per trovare soluzioni alternative come del resto la nostra Associazione di malati propone ormai da anni.

Depositata la legge popolare…

Non crediamo di essere arrivati ad una meta. Siamo certi invece di aver “depositato” un altro enorme mattone che vede dar vita all’evoluzione della conoscenza sugli usi della Cannabis e dei suoi derivati. Oramai è riconosciuto l’uso terapeutico e quel che occorre in questo momento è la focalizzazione sull’aspetto sociologico e informativo con il quale, al di là di tutto, si potrà riconsiderare la concezione della Cannabis con tutta la sua storia, il suo presente e soprattutto il suo futuro.

img_0334

Si uniscono le forze e si raggiungono obiettivi. Indipendentemente dalla forma e dal colore è la sostanza quella che conta.

(Da Legalizziamo.it)

L’Associazione Luca Coscioni Radicali Italiani – con la collaborazione e il sostegno della Coalizione Italiana per le Libertà Civili e DemocraticheForum Droghe, e le associazioni AntigoneLa PianTiamoCanapa Info PointASCIA, comunità di OverGrow, la coalizione “Legalizziamo la Canapa” e decine di grow shop/canapai italiani – questa mattina hanno depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

L’iniziativa, parte di Legalizziamo! (www.legalizziamo.it),  vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso. Leggi tutto “Depositata la legge popolare…”

Il crimine più grande è restare con le mani in mano

Con pochissimi giorni di preavviso siamo partiti lo scorso giovedì 26 maggio per Roma invitati a comparire alla Camera dei Deputati presso l’Aula della Commissione Giustizia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in merito all’esame delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati ed hanno svolto le seguenti audizioni:

  • Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone e della Coalizione italiana per i diritti e le libertà civili;
  • Riccardo De Facci, vice presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca);
  • Ferdinando Ofrìa, professore di politica economica presso l’università degli studi di Messina;
  • Carlo Alberto Zaina, avvocato;
  • Andrea Trisciuoglio e William Verardi, rappresentanti dell’associazione “LapianTiamo”;
  • Elisabetta Bertol, professoressa di tossicologia forense presso l’Università di Firenze;
  • rappresentanti della Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (Federserd);
  • rappresentanti della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict);
  • rappresentanti dell’Associazione italiana per la cura dipendenze patologiche (ACuDiPa);
  • rappresentanti della Comunità incontro Amelia

Mentre uscivamo dai “palazzi” abbiamo compreso che finalmente si sta dando importanza a quanto fatto da LapianTiamo finora, al progetto del Cannabis Social Club fatto da malati e per i malati. E nel ricordo di Marco Pannella che sotto molti punti di vista docet nella sua storia, abbiamo portato ancora una volta il nostro corpo malato al cuore della politica… così come ancora una volta abbiamo ribadito il nostro motto “un aiuto reciproco tra malati”. E’ stata anche una soddisfazione rivolgersi all’attuale Dipartimento Politiche Antidroga ricordando ciò che venne fatto da noi con Serpelloni e Giovanardi, ricordando il gioco che si faceva quando eravamo bambini quando a battaglia navale urlavamo: “Colpito! Colpito! Colpito… e poi affondato!

Abbiamo anche ascoltato quasi stufi e stanchi le solite affermazioni su dipendenze da cannabis ed effetti paragonabili “alla LSD” e abbiamo sentito tanto di troppe droghe quasi la cannabis fosse una di esse. Oggi è giunto finalmente il momento di cambiare rotta.

Nel video è possibile rivedere l’intervento di LapianTiamo. Ecco il link del video originale visibile direttamente dal sito della Camera: https://webtv.camera.it/evento/9526

Buona visione…

Leggi tutto “Il crimine più grande è restare con le mani in mano”

Ciao Marco…

MARCO-PANNELLA_08_resize

 

Inutile parlare di speranza, di “spes” come tu ci parlavi e che noi continueremo a proporci di esserla. Continueremo a lottare per i diritti civili come tu ci hai insegnato…

Quella che ci rimbomba nella testa è una delle tue recenti frasi: “Quando ero vivo mi trattavano da morto…ora che sono morto mi scopriranno vivo”…

Cercheremo di colmare quel vuoto che hai lasciato dentro ciascuno di noi.

Un abbraccio,

Associazione LapianTiamo

Chi gioca con i malati? Parte Seconda

patente lapiantiamo ritirata

Dopo l’articolo pubblicato ieri sera eccoci a pubblicare il testo con le contestazioni ad alcuni argomenti inseriti all’interno del decreto sulla Cannabis che entrerà in vigore dal prossimo 15 dicembre.

Contestazioni ad alcuni argomenti inseriti nel “Decreto Organismo Statale per la Cannabis” da parte dell’associazione di pazienti “LapianTiamo”, di medici specialisti e ricercatori.

Impossibilità di standardizzazione delle modalità di assunzione e della biodisponibilità dei farmaci cannabinoidi.

Da quanto si desume dalla letteratura finora disponibile non è possibile in alcun modo standardizzare i preparati utilizzati per la somministrazione dei farmaci cannabinoidi per l’estrema variabilità dei risultati eccezion fatta per i casi in cui venga utilizzata una metodica di analisi sofisticata e costosa quale TLC, HPLC etc. ad ogni preparazione dei suddetti estratti.

Ciò vale sia per l’inalazione che per l’ingestione che per la somministrazione transmucosale e transdermica, pertanto non ha ragion d’essere la specifica contenuta nel  decreto (Schema di decreto del Ministero della Salute che individua le funzioni di Organismo statale per la Cannabis previsto dagli articoli 23 e 28 della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, come modificata nel 1972) riguardo l’impiego elettivo di vaporizzazione, tisane e infuso rispetto a preparati oleosi, tinture alcoliche, glicoalcoliche e macerati glicerici. Leggi tutto “Chi gioca con i malati? Parte Seconda”

Chi gioca con i malati? Parte Prima

patente lapiantiamo ritirata

Nelle comunicazioni intercorse con i ministeri siamo stati ogni volta rassicurati e rimandati a tavoli di discussione mai organizzati presso i quali sarebbero dovute intervenire anche altre associazioni che come noi, ne avevano fatto richiesta con l’intenzione di parteciparvi argomentando sui vari aspetti di un decreto che stava per essere stilato per meglio consentire l’accesso ai farmaci cannabinoidi su tutto il territorio nazionale. Ebbene, senza neanche troppo stupore apprendiamo dai quotidiani (è ben scritto su quest’articolo pubblicato online su “Il Manifesto”) che stiamo ritornando maledettamente indietro di decenni, proprio in un momento storico particolare come questo in cui centinaia di pazienti di tutta Italia dimostrano di ottenere enormi benefici con l’utilizzo di terapie con prodotti cannabinoidi (estratti oleosi, estratti glicoalcolici, tinture madri, etc.).

In che modo infatti si fa ricerca se di fatto la si blocca con un decreto sulla Cannabis che  entrerà in vigore dal prossimo 15 dicembre il quale non suggerisce indicazioni sulle patologie per le quali è riconosciuto l’utilizzo terapeutico della Cannabis in tutto il mondo? Leggi tutto “Chi gioca con i malati? Parte Prima”

Italia chiama Europa

image

Lunedì 11 luglio una delegazione italiana composta anche dal nostro segretario Andrea Trisciuoglio ha portato a Bruxelles le problematiche italiane che noi malati viviamo in prima persona. A breve comunicheremo le soluzioni prospettate per questa “war on drug” dai troppi effetti collaterali. Ecco il Comunicato che l’Associazione LapianTiamo ha preparato per l’occasione cercando di dare voce a tutti coloro che chiedono di accedere alle terapie con prodotti cannabinoidi:

L’associazione LapianTiamo è tra le prime realtà nazionali a parlare di Cannabis terapeutica in Italia dando voce prima di tutto ai malati costretti a subire le ingiustizie legate ad una legge poi dichiarata anticostituzionale (la criminogena Fini-Giovanardi). Per i malati fondatori è stato obbligatorio percorrere strade impervie compiendo scelte definite da molti azzardate raggiungendo obiettivi apparentemente lontanissimi, come l’atto di piantare semi di cannabis all’interno di un palazzo governativo con la “complicità” dell’amica e Segretaria dei Radicali Italiani Rita Bernardini.
I membri del Direttivo dell’Associazione LapianTiamo sono fra i primi in Italia ad aver avviato le pratiche di importazione dall’estero di farmaci cannabinoidi in infiorescenze direttamente tramite farmacie ospedaliere legate al Servizio Sanitario Regionale.
I malati più “fortunati” e tristemente, quindi, coloro affetti da patologie gravi e importanti si vedono riconosciuta la gratuità sull’acquisto. La stessa cosa non avviene purtroppo per i malati affetti da patologie definibili forse “meno importanti” che si vedono costretti a rinunciare alle terapie con cannabinoidi a causa soprattutto dei costi assurdi attualmente praticati in Italia (dai 23 ai 70 euro al grammo!).

L’Associazione LapianTiamo, dalla nascita avvenuta nel gennaio 2013 fino ad oggi, ha svolto un lavoro di ricerca focalizzato principalmente sulle conoscenze legate agli effetti terapeutici di questa pianta dispensando informazioni utili a oltre 15.000 malati e familiari, a tantissimi medici e operatori sanitari consentendo l’accesso a molti pazienti alle terapie con prodotti cannabinoidi attivando l’operato di medici prescrittori nei reparti di neurologia, oncologia e terapia del dolore di mezza Italia. A tal proposito LapianTiamo è stata l’Associazione organizzatrice della prima Puglia Cannabis Conference tenutasi a Lecce il 24 maggio 2014 con la presenza di 10 relatori intervenuti dalla Spagna, dalla Svizzera e dall’Universitá La Sapienza di Roma per parlare di cannabis come trattamento in patologie importanti, davanti a centinaia di persone accorse da tutta Italia per partecipare all’importantissimo evento.
Con oltre 300.000 contatti ricevuti in meno di 3 anni dalla nascita ad oggi LapianTiamo ha certamente contribuito alla diffusione non solo della conoscenza della Cannabis in medicina ma anche alla rivalutazione della canapa che da “anticamera delle droghe pesanti” viene finalmente riconsiderata una valida alternativa terapeutica in malattie anche gravemente invalidanti come la Sclerosi Multipla, la Sla, i tumori, il dolore cronico e tantissime altre.
Con un Progetto Pilota sulla coltivazione di Cannabis controllata in Puglia pronto a partire vogliamo affermare il diritto alla cura, alla conoscenza e all’affermazione di una nuova primavera terapeutica.

Associazione LapianTiamo

Dalla Puglia il Via Libera! Ne parliamo a Melpignano…

Ricordando le belle parole della gente incontrata ogni giorno e lasciando ai mercenari il tempo che trovano, abbiamo l’opportunità di raccontare quello che in questi mesi abbiamo costruito insieme. Nel percorso burocratico abbiamo sempre trovato il tempo e lo spazio per incontrare persone nuove, aiutarle ad intraprendere il difficile e burrascoso iter per ottenere farmaci come il Bedrocan e sostenerli quando non ci sono riusciti, perché la via per accedervi è una salita infinita fatta di medici e farmacie ospedaliere disinformati, ritardi di approvvigionamenti per i pochi “fortunati” (magari con SLA e Cancro) e poca disponibilità da parte delle strutture ad accogliere l’enorme quantità di richieste da parte di sempre più malati che chiedono di accedere a farmaci cannabinoidi.

LapianTiamo è stata senza dubbio “la chiave di svolta” per quanto è accaduto ieri 07 luglio in Puglia, dove la commissione Sanità del Consiglio regionale (che ringraziamo a nome dell’intera Associazione) ha approvato la proposta di legge che regola, per la prima volta, la sperimentazione della produzione di Cannabis sul territorio regionale (legge ideata e proposta dal consigliere regionale Pd Sergio Blasi). Leggi tutto “Dalla Puglia il Via Libera! Ne parliamo a Melpignano…”

Buon compleanno LapianTiamo

manifesto wall 00

Si parlerà di cannabis terapeutica nell’incontro che si svolgerà Mercoledì 29 gennaio 2014, a Foggia, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte.

Al Convegno, dal titolo “Cannabis terapeutica: dalla cura proibita…alla cura possibile”, parteciperà il Segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini, anche nella sua veste di Presidente ad honorem di LapianTiamo nata proprio un anno fa, a Racale (in provincia di Lecce), grazie all’intuizione e al coraggio di Andrea Trisciuoglio e Lucia Spiri, rispettivamente Segretario e Presidente di LapianTiamo, e al lavoro di tante altre persone, soprattutto malati, che si curano con la cannabis. Leggi tutto “Buon compleanno LapianTiamo”