Per non dire che non ci abbiamo provato!

Molti ancora non sanno che…

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Andrea e Lucia, entrambi pugliesi, oltre ad avere in comune la Sclerosi Multipla curano la propria patologia con la cannabis terapeutica che l’ospedale  con “gran fatica” fornisce. Il loro incontro nasce proprio dalla necessità di una persona malata (in questo caso Lucia) che cerca disperatamente un aiuto nelle/dalle istituzioni ma lo riceve proprio da un’altra persona malata: Andrea. Fin da subito, chi li conosce, ha ben capito che questa nuova amicizia altro non era che un intimo rapporto tra fratello e sorella nascosto chissà dove nello spazio o nel tempo che oggi si sta trasformando in una storia comune che avvicina centinaia di altri malati. Dopo aver portato le delibera 308 in Regione Puglia che consente di non aggiungere al calvario della malattia anche il calvario del pagamento del farmaco entrambi decidono di portare il loro corpo malato al cuore della politica istituzionale. L’incontro tra Andrea e l’Onorevole Rita Bernardini fa nascere l’idea di un’azione di disobbedienza civile proprio per risolvere il problema di tutti i malati che tentato di accedere alla cannabis terapeutica e, tanti dei quali, obbligati a rivolgersi al mercato nero o a vivere nell’illegalità per procurarsi l’unica cosa che può lenire le proprie sofferenze. Non sono solo i malati fuori dalla Puglia ad avere però problemi con l’accesso al farmaco, è davvero problematico trovare medici informati disposti a fare una cosa diversa da quello che hanno studiato o sempre praticato. Abbiamo testimonianze di persone con patologie gravissime che si vedono rifiutare la prescrizione nonostante vivano in situazioni di disagio (molti anche su sedia) e la stessa Lucia potrebbe raccontarne tante di storie realmente accadute. Ed è proprio il non volersi sentire “agevolati” che gli ha spinti a metterci la faccia e denunciare pubblicamente la situazione.

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Il 18 giugno del 2012 i due ragazzi pugliesi organizzano una conferenza nella sala stampa della Camera dei deputati insieme all’ormai affezionata Rita Bernardini, alcuni esponenti del partito Radicale, Mina Welby in rappresentanza dell’Associazione Luca Coscioni, alcuni esponenti antiproibizionisti e alcuni malati. E in questa occasione, per la prima volta al mondo, veniva piantata canapa in un palazzo istituzionale davanti alla presenza anche di Marco Pannella e di diversi giornalisti dei media nazionali (e non solo)…ed è stato bello strappare un sorriso anche alle forze dell’ordine!

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Queste piantine sono cresciute per mesi sul terrazzo di Rita Bernardini che quotidianamente ne ha pubblicato online sui propri profili FB e Twitter la crescita arrivando anche sulla CNN mentre in Italia tutto taceva, tranne in rete! Beh, ovviamente la natura fa il suo corso e le piante son cresciute, fiorite, tagliate…cosa restava da fare? Nel classico stile radicale si sono presentati in piazza Montecitorio e davanti ad una miriade di persone la deputata radicale ha ceduto la canapa ai malati presenti innescando automaticamente il sequestro delle piantine da parte delle FF.OO. che seguivano la manifestazione già da diverse ore.

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I malati ricevono la canapa
Manifestazione antiproibizionista dei Radicali Italiani
Le FF.OO. sequestrano le piantine (e le scatoline di Rita)

Il non contestare all’Onorevole Rita Bernardini la coltivazione di quelle piante, convinceva ancor di più che se una legge c’è dev’essere uguale per tutti e che fosse giunta l’ora di fermare la follia del proibizionismo che continua quotidianamente a vedere criminalizzate, come abbiamo scritto altre volte, tante persone oneste ed integerrime…non solo malati. Questa esposizione mediatica  e perfino politica ha inevitabilmente portato tantissime persone a contattare Andrea e Lucia alla ricerca di aiuto e informazioni sulle modalità d’accesso ai farmaci cannabinoidi e tanta gente, sapete…non c’è più. Ed è anche per loro che si fa forte l’idea di creare un luogo dove poter coltivare liberamente piante di canapa in Italia, senza più dover elemosinare prescrizioni mediche, luogo che possa garantire il non rimanere mai più senza farmaco a causa dei ritardi burocratici. E vista l’incapacità della politica che resta sorda al richiamo dei pazienti, si è pensato di costituire un’associazione no profit per un aiuto reciproco tra malati: LapianTiamo.

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Il 15 gennaio viene registrato lo Statuto dell’Associazione e viene dato un codice fiscale, ecco il primo Cannabis Social Club d’Italia, il che fa onore. Il 29 dello stesso mese, con il sostegno del sindaco di Racale Donato Metallo è stata annunciata la nascita dell’Associazione e sono stati presentati gli obiettivi e le finalità della stessa. La conferenza si è tenuta in una sala gremita di persone che dal primo all’ultimo istante hanno prestato orecchio a quanto si diceva. C’è stata un’ottima presentazione da parte del Dott. Roberto Ferenderes che ha esposto i danni provocati dalla Sclerosi Multipla e le proprietà terapeutiche che la canapa ha proprio in questa patologia (ovviamente si sa bene che sono tante le patologie che possono trovare beneficio da essa). Lo stesso sindaco, che sotto gli occhi di tutti è apparso notevolmente emozionato, ha espresso bellissime parole e il massimo sostegno al progetto che è nato proprio a Racale, il piccolo comune salentino “dalle 11.000 anime”. Anche Rita Bernardini, presente insieme a Mina Welby e i Sud Sound System, ha proposto un’ottima iniziativa: inviare una lettera ai vari sindaci d’Italia per invitarli a prestare attenzione a quanto sta accadendo. Oggi LapianTiamo può contare sulla presenza di medici, biologi , agronomi e tanti nuovi amici pronti ad affrontare insieme tutte le aspera (difficoltà) che si incontreranno lungo un percorso già, troppo spesso, in salita, a cui qualcuno si arroga il diritto di mettere anche paletti che per i malati diventano barriere architettoniche insormontabili. E ci si trova obbligati anche ad interloquire con sordi.

Andrea e Lucia sono diventati tanto amici…gli aiutate a seminare il futuro?

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4 risposte a “Per non dire che non ci abbiamo provato!”

  1. Da “collega” di SM e da cittadina di quello che a fatica prova ad essere un paese europeo, vi ringrazio, ancora e ancora 100000000000000000000000 volte!
    Condivido e diffondo immediatamente!!!

  2. Grazie Clio!se vuoi sostenerci si può diventare soci di LapianTiamo e ricevere la tessera del CSC di Racale. Così potrai dire anche tu di aver contribuito a questo sogno! 🙂

  3. Salve! Io e la mia convivente, entrambi “pazienti impazienti” con patologia cronica, ci vorremmo iscrivere, ma, siamo residenti lontano, comunque il problema vero è il costo della iscrizione, siamo entrambi ivalidi civili,io ex imprenditore nel sociale, ora disoccupato da 4 anni percepisco una indennità di 270 € mese, la mia convivente impegnata in un part-time, quindi un totale di 600€ mensili in due; chi riesce a viverci?!
    Comunque se la cifra non è alta noi ci vorremmo iscrivere, siamo residenti in provincia di rn.

  4. Ciao Enrico,
    la maggior parte dei futuri soci usufruitori vive fuori dalla Puglia,unica regione che per ora garantisce a pochi fortunati l’approvvigionamento gratuito del Bedrocan e dei farmaci cannabinoidi.
    Proprio per questo il progetto nasce qui,a Racale per mano di chi già assume canapa terapeutica,per far capire quanto sia urgente venire incontro a tutti i pazienti che invece sono costretti a rivolgersi al mercato nero o a coltivare illegalmente per lenire le proprie sofferenze.
    Stiamo studiando come agevolare l’approvvigionamento fuori dalla Puglia e diverse sono già le soluzioni probabili,l’iter però verrà definito nelle prossime settimane.
    La quota di iscrizione come socio ordinario è di 20 euro l’anno..
    Un caro sauto,
    LapianTiamo

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