Prossima tappa a Napoli – Canapa in Mostra, 16/17/18 ottobre

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Alcuni di noi sono già arrivati presso il padiglione 10 alla Mostra d’Oltremare di Napoli per essere presenti al taglio del nastro che segnerà l’inaugurazione di questa nuova edizione di Canapa in Mostra. Sono tantissimi gli stand dei nostri partner che saremo lieti di visitare per parlare delle ultime novità che riguardano la Canapa nei suoi molteplici aspetti e per riportare le esperienze dei pazienti che hanno avuto modo, nel tempo, di utilizzare i loro prodotti.

Sarà l’occasione per presentare il risultato delle nostre ricerche, effettuate in collaborazione con uno dei neurologi più vicini all’Associazione, il dott. Alessio Mercurio con il supporto del dott. Alfredo Tundo (farmacista), il CNR di Lecce, la Facoltà di Biologia dell’Università del Salento e tanti altri professori, medici e professionisti di tutta Italia.

Partendo infatti dall’unico studio pubblicato sui metodi di estrazione della Cannabis ci siamo indirizzati verso una migliore e probabilmente più efficace standardizzazione che ci consente di raggiungere livelli più alti e più terapeutici per ottenere THC Oil, CBD Oil, capsule, tinture alcoliche, creme, liquidi per E-Cig e quant’altro.

Abbiamo raccolto, dal gennaio 2013 ad oggi, una serie importante di dati e testimonianze che ci hanno consentito di “sperimentare” metodi di assunzione lavorando l’unica Cannabis che legalmente arriva in Italia e che l’ospedale ci rifornisce in qualità di malati affetti da patologie gravi.

E’ stato piacevole fare le “cavie” di noi stessi, considerato quello che ci è successo nella nostra lunga esperienza di malati… lasciatecelo dire almeno per una volta!!!

Dopo avere notato quindi l’efficacia delle preparazioni e aver dato un senso all’emivita di ogni cosa che assumiamo, finalmente i medici e i farmacisti hanno iniziato a collaborare in maniera continuativa strutturando quotidianamente una serie di confronti basati sui feedback dei malati che, su prescrizione medica, hanno iniziato ad assumere non più soltanto infiorescenze ma anche tutti gli estratti sopra citati, veicolati in maniera differente ed efficace all’interno dell’organismo.

Siamo sempre anche convinti che si conosca una piccola percentuale delle reali potenzialità della Cannabis in medicina e siamo i primi a continuare a studiare i nostri preparati al fine di migliorare tecniche di estrazione e metodi di assunzione.

Per procedere con studi ufficiali, inoltre, occorre avere necessariamente prodotti standardizzati e di partenza abbiamo lavorato esclusivamente con il nostro farmaco olandese che contiene lotti di produzione, scadenza e percentuali di THC e CBD riconosciute a livello farmaceutico e ministeriale.

E’ questo uno dei modi in cui abbiamo scelto di contribuire alla ricerca reale, quella che si confronta prima di tutto con le persone che hanno idee, soprattutto se malati e se muovono realmente le cose. Siamo, nella sofferenza che ci lega, protagonisti nel mondo scientifico che chiede supporto nell’attuazione di studi importanti su malattie neurodegenerative. Ci accorgiamo di poter essere quel catalizzatore che coinvolge soggetti importanti per scrivere e segnare la storia della Cannabis nella medicina e raggiungere quanto prima le corsie ospedaliere dove sostano, come nemici, laureati in medicina che potrebbero fare molto, ma  che si ostinano invece a non fare nulla.

Ed è con curiosità che ci viene da pensare al giuramento di Ippocrate. Quanti di noi lo hanno mai letto? A parte i medici chirurghi, gli odontoiatri o i curiosi? Ve lo proponiamo nella sua versione moderna (quello antico lo si trova digitando su google) e vi invitiamo a riflettere sulla gran parte delle parole che vi faranno rabbrividire. Ebbene, se accadrà quello che pensiamo, molti si sentiranno amareggiati “dall’atteggiamento avverso di quel camice bianco che si girò di schiena e con un sorriso vi disse: ci vogliamo fare le canne eh?”…

« Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;
  • di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno (si ma non come dei numeri, ndr LapianTiamo), prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;
  • di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico (bisogna per forza arrivare, nella migliore delle ipotesi, su una sedia a rotelle prima di utilizzare la Cannabis?, ndr LapianTiamo);
  • di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione (portate i plichi informativi e i facsimile pazienti amici tutti!!!, ndr LapianTiamo), nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica;
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
  • di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina (e i corsi di formazione sulla Cannabis che per legge alcune regioni italiane sono obbligate a fare?, ndr LapianTiamo)
  • di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni (molti dei medici lottano tra di loro, ndr LapianTiamo)
  • di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;
  • di prestare assistenza d’urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell’autorità competente;
  • di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
  • di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione. »

A tal proposito non ci stanchiamo di dire che ci sono sicuramente assurdi giochi di potere che in Italia, in questi anni, stanno permettendo un arricchimento non solo spropositato, ma criminale a favore di aziende importatrici autorizzate a prendere il farmaco dall’estero e a raddoppiare il prezzo che poi arriva addirittura a triplicarsi, ancora oggi, prima di arrivare nelle mani del paziente. Capiamo anche il timore, ingiustificato a livello terapeutico, dei medici che non dispongono ancora di indicazioni REALI sui dosaggi, che conoscono gli alti prezzi applicati per grammo e che preferiscono mantenere fede a farmaci convenzionali pur riconoscendo le proprietà farmacologiche dei cannabinoidi.

Per questo, dopo mesi di laboratori e incontri, sono operativi finalmente diversi professionisti che dal Sud al Nord (ci piace partire dal Sud, scusate) stanno consigliando dosaggi, metodi di assunzione e genetiche ricevendo riscontri assolutamente positivi dai pazienti di ogni regione d’Italia. Semmai ci fosse qualche medico in ascolto è pregato gentilmente di mettersi una mano sul cuore e provare a stabilire un contatto con noi.

E mentre dall’Olanda continuano ad arrivare chili di Bedrocan nelle farmacie ma non solo (infatti negli ultimi mesi si sono sbloccate anche le importazioni di Bediol, di Bedrobinol, di Bedica e di Bedrolite) ci piace ancora sperare di ricevere una risposta dai Ministeri coinvolti nelle autorizzazioni alle produzioni di Cannabis terapeutica in Italia. Diciamo loro che abbiamo ancora vivo il Progetto Pilota e cresce sempre di più la lista degli Amici iscritti che affrontano o stanno cercando di affrontare subito patologie anche particolarmente gravi. Restano infatti migliaia i contatti che riceviamo ogni mese e le uniche risorse che abbiamo sono una decina di medici prescrittori. E poco più di una dozzina le farmacie galeniche che preparano trasformazioni (in tutta Italia!).

Necessariamente occorre discostarsi da tutti coloro che muovono gli ingranaggi di meccanismi ipocriti e che vedono, nel fiore della canapa e nei malati, solo denaro dal quale trarre profitto o semplicemente un po’ di visibilità.

E’ giusto pagare un seme, ma a questo punto diamo un prezzo anche alla sofferenza?

Ci piacerà incontrare tutti nei prossimi tre giorni napoletani, speriamo di essere seri e sereni in un clima di socialità e terapie all’aperto.

Buongiorno Napoli, buongiorno Vesuvio!

2 risposte a “Prossima tappa a Napoli – Canapa in Mostra, 16/17/18 ottobre”

  1. Ciao ! Voglio prendere questa medicina x una bambina di 4anni,se si po in zona Campania,come posso procedere,e come posso administrarla, la quantità, e quante volte al giorno,grazie mille!

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