Pubblico ufficiale, avvertimento!

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Venerdi 27 marzo 2015, fonte ADUC – Storia di un caso “irreale”… succede anche a noi. Cannabis terapeutica. Attenti ad essere malati e militanti… il caso Trisciuoglio. Riportiamo la cronaca di quanto accaduto ieri al segretario dell’associazione LapianTiamo, cannabis social club di Racale-Lecce (l’unico in Italia) impegnato in prima linea per l’uso della cannabis terapeutica che, pur essendo legalizzata (anche con leggi regionali), e’ molto difficile da reperire sul mercato sanitario.

Come da verbale: l’anno 2015 addì 26 marzo ore 11:00 circa, in considerazione dell’atteggiamento sospetto (avevo 2 stampelle che facevano paura), nonché dal fatto che venivo fermato in una zona ad alta densità di spaccio (sotto casa di mio padre in zona centralissima: sapevo ma di extracomunitari). Dopo essere stato fermato noto variare l’atteggiamento delle FF.OO. non appena sentivano odore di cannabis provenire dall’auto subito mostravo loro il barattolino di bedrocan e per dire che se avevano dubbi avevo anche il barattolino chiuso, allora hanno ben pensato di sequestrarmeli entrambi. A un certo punto ho rischiato di sentirmi sbattere a terra dal nervosismo quando mi portano in caserma per verbalizzare il tutto. L’unica colpa? Curare la mia sclerosi multipla con la cannabis che l’ospedale mi da’ da 7 anni. Nel tragitto verso la caserma e nelle 5 ore trascorse lì, lo facevo notare ai gendarmi che volevano scovare (ancora una volta) qualcosa di illegale su di me. Ma l’assurdità è quando rinvenivano sul cruscotto un barattolino di bedrocan con dentro un germoglietto di canapa industriale che porto abitualmente a seguito. A nulla è servito far presente che al primo piano di quella caserma c’era il team che aveva perquisito la mia abitazione il 29 giugno 2010 per aver acquistato online 5 semi di cannabis. A nulla serviva la mia amicizia col comandante loro (avevo diritto -sulla classica scena da film- a fare una sola telefonata all’avvocato). Insomma la storia si ripete ancora.

Andrea Trisciuoglio  Segretario LapianTiamo


Tutto questo avveniva ieri in Puglia, regione che ha deliberato all’unanimità una legge che approva il nostro Progetto Pilota sulla coltivazione di Cannabis destinata all’uso terapeutico. Le scuse non varranno certamente quanto le accuse, che di fondamento hanno solo il colore grigio dell’asfalto e del cervello. Piccolo forse o troppo impegnato a costruire film quello degli ufficiali che hanno mostrato inettitudine e incapacità nel gestire quella che per noi malati è la “semplicità della terapia”. A maggior ragione ci sentiamo di affermare ciò quando il fatto accade nella città di Foggia, una delle prime in Italia ad ospitare annualmente convegni, incontri sul tema Cannabis e addirittura a due passi dalla sede foggiana di LapianTiamo. E mentre due stampelle facevano da sostegno (a volte rotanti, per questo pericolose: vedi video Montecitorio) il caro Andrea si preparava a vivere per la prima volta l’esperienza dell’accompagnamento forzato in caserma a bordo di una volante dei Carabinieri.

Non si contano le volte in cui abbiamo speso buone parole per le forze dell’ordine e non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma come si fa a restare in silenzio mentre il frastuono della rabbia ti fa tremare quasi fino a cadere?

Vorremmo spendere realmente tutti i nostri pensieri non verso la divisa indossata dagli uomini (ricordando che l’abito non fa il monaco) ma soprattutto verso la diversa abilità mentale di questi “mostri d’umanità” che si arrogano il diritto di sequestrare barattoli, confenzioni e quant’altro contenente Cannabis terapeutica destinata alla gestione di una grave patologia di un cittadino munito di regolare prescrizione medica, autorizzato dal Ministero della Salute, ad importare tramite farmacia ospedaliera questi prodotti.

Ma attenzione però.

Quanto vale il nostro diritto alla cura?

Per caso cinque ore di fermo in una stazione dei Carabinieri?

O la vergogna di doversi giustificare? Per cosa?

Maledetta ignoranza, peggiore di qualsiasi altra malattia.

 

 

13 risposte a “Pubblico ufficiale, avvertimento!”

  1. e che cazzo centra ? I pubblici ufficiali hanno un cervello per ragionare od obbediscono agli ordini automaticamente ?? L’ignoranza è una brutta malattia

  2. L’ignoranza è una brutta cosa, soprattutto se ignoranti sono le persone addette a mantenere d’ordine e il rispetto delle regole (infrangendole)della nostra società.

  3. Secondo me dovrebbero esistere gli estremi di abuso di potere con conseguente sequestro di persona bisognerebbe denunciare sbirri di merda

  4. Questo indica una profonda Frustrazione da parte degli Agenti, forse x motivi familiari… Insomma un malato di SLA lo vedi… poi la quantità…. cioè i miei soldi sono stati usati per tenere in Caserma 1 malato di Sla con 3 agenti a controllarlo… cioè bho fatemi capire se invece di quest’uomo arrestavano un Criminale….
    ma poi intanto mentre questi 2 volevano trovare in grammetto d’erba, Cercato 5 ore !!!!! sono accadute 3 rapine e un sequestro di persona…. mentre il mafioso locale sta in veranda a contarsi i soldi…..
    Ma le mie tasse servono ad arrestare chi si fuma l’erba mica il crimine organizzato…. giustamente i carabinieri non ci vanno dal mafioso, vanno dal malato di Sla, e magari gli danno anche una manganellata x sentirsi superiori….

  5. L’ignoranza è una brutta bestia.
    Quei carabinieri si devono vergognare profondamente di ciò che hanno fatto. Coraggio Andrea, tu sei forte, andrai avanti sempre a testa alta.
    In bocca al lupo a te e alla tua associazione.
    un abbraccio

  6. Credo che a me, in una situazione simile, sarebbe venuta in soccorso la famosa ” vescica neurologica”: ci avrei fatto una bella pisciata in caserma….
    VOGLIO LA CANNABIS TERAPEUTICA LIBERA !!!

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